Ultima modifica: 18 Dicembre 2015

Fai: La chiesa San Francesco di Paola (Badia Nuova)

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Ricerca effettuata dagli alunni:

Carola Leale e Silvia Orlando:

CHIESA SAN FRANCESCO DI PAOLA:

LA CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA ASSIEME ALL’ANNESSO MONASTERO BENEDETTINO (CONOSCIUTO COME BADIA NUOVA), FU COSTRUITA NEL 1531, DEMOLITA NEL 1699 E RICOSTRUITA SU PROGETTO DI GIOVANNI BIAGIO AMICO.
LA STRUTTURA SI PRESENTA GREZZA ALL’ESTERNO, ALL’INTERNO E’ A NAVATA UNICA CON 4 ALTARI LATERALI POCO INCASSATI.
NEL PRIMO ALTARE A DESTRA SI TROVA UN QUADRO DI S. FRANCESCO DI PAOLA DEL 1652 REALIZZATO DA ANDREA CARRERA.
NEL SECONDO ALTARE A DESTRA ABBIAMOLA MADONNA DEGLI ANGELI DI GIUSEPPE SIRENA DEL 1500.
NEL PRIMO ALTARE A SINISTRA SI TROVA UNA SPLENDIDA TELA DEL PITTORE PIETRO NIVELLI CHE RAFFIGURA SAN BENEDETTO CHE DISTRIBUISCE LA REGOLA.
NEL SECONDO ALTARE A SINISTRA SI TROVA UN CROCIFISSO IN LEGNO DI FANTONI DEL 1700 CON AI PIEDI LE DUE STATUE DEL SERPOTTA : L’ADDOLORATA E LA MADDALENA.
ALTRE DUE STATUE DI SAN PIETRO E SAN PAOLO SI TROVANO NEL PRESBITERIO.
LE ALTRE QUATTRO STATUE DETTE ALLEGORICHE, BELLISSIME PER GRAZIE ED ELEGANZA, SONO COLLOCATE A DESTRA E A SINISTRA DELLA NAVATA E SONO :
LA MANSUETUDINE, LA PACE, LA PURITA’ E LA FORTEZZA.

Ginevra Piccolo e Serena Ferrara:

Giacomo Serpotta (1656-1732)

La Chiesa S.Francesco di Paola custodisce un sorprendente complesso di 8 statue di Giacomo SERPOTTA ,uno scultore nato a Palermo il 10 Marzo 1656.
La sua famiglia da generazioni è inserita nella cerchia degli artisti (per lo più scultori) della Palermo Barocca.
Giacomo compì il suo apprendistato artistico nella bottega del padre;l’essersi specializzato nell’arte degli stuccatori,farà proprio la sua fortuna.
A differenza dei maestri marmorari che scolpivano il marmo,materiale particolarmente costoso,lo stucco era più economico e le committenze si moltiplicarono enormemente,pertanto in quegli anni,questa tecnica ,divenne particolarmente di moda .
Giacomo Serpotta,fu quindi definito il “Re dello stucco”,e fu considerato artista di fama Europea.
Le sue opere sono presenti a Monreale,Agrigento,Alcamo e soprattutto a Palermo dove le congregazioni laiche e religiose ,lo chiamarono per abbellire le aule assembleari dei loro Istituti….tra questi :
Gli Oratori: Ricordiamo l’oratorio di S.Lorenzo e del Rosario.
Ad Alcamo le opere del Serpotta sono presenti oltre che nella chiesa di questa Badia,nel Monastero di Santa Chiara,e presso la Chiesa dei S.S.Cosma e Damiano,ove si trovano due magnifiche statue allegoriche del 1722.di cui una raffigura la giustizia,e l’altra la Carità.
Giacomo Serpotta morì a Palermo nel 1732.

Anna Meo e Federica Riggi:
Lo Stucco:
I lavori in stucco venivano eseguiti dopo la preparazione di modelli in creta.
All’interno dello stampo in gesso veniva colato un miscuglio di polvere e di marmo, calce spenta, sabbia di fiume, caseina e acqua ;il risultato era un materiale particolarmente duro il cui aspetto era molto simile al marmo.
Lo stucco permetteva di realizzare figure a tutto tondo (statue) che avevano all’interno una struttura di legno e ferro: gli arti in legno , le dita in fil di ferro.
L’opera finita, bianchissima, veniva lucidata con uno straccio di lino e polvere di marmo “l’allustratura” , arte in cui si distinse l’artista Giacomo Serpotta che interveniva e dimostrava i suo talento proprio nella pulitura, rifinitura e a volte nella colorazione delle opere con il colore oro.
Le statue in stucco, anche se molto resistenti, venivano collocate generalmente in ambienti chiusi perché soggette a degrado.
L’acqua, infatti, e l’umidità fanno arrugginire il ferro e gonfiare il legno della struttura interna della statua.
La polvere inoltre rende opaca la superficie e la rovina.
Il Serpotta era solito firmare le statue con una piccola lucertola collocata alla base “ La sirpuzza” (non ad Alcamo)

Nicolò Messina:
La Pace:
La Pace è rappresentata da un uomo avvolto in un maestoso vestito drappeggiato e con la mano destra appoggiata ad un bastone e la sinistra con un ramo di ulivo, simbolo della pace.
Sofia Pizzo e Luana Sessa:
Statua di San Pietro:
La statua di San Pietro, che si trova all’interno della Chiesa “Badia Nuova”, realizzata da Giacomo Serpotta, nel 1724, raffigura il San Pietro con la sacra Bibbia e le chiavi nella mano sinistra e, con la mano destra in alto come ad indicare il cielo. San Pietro oltre ad essere stato il primo Apostolo di Gesù, è stato il fondatore ed il primo Papa della chiesa Cattolica.
Angelica Pisconti:
L’Addolorata:
L’ Addolorata indossa un mantello, ha la mano destra afferrata ad un lembo di esso e la mano sinistra stretta al petto, con il capo leggermente chino, gli occhi lacrimanti e la bocca singhiozzante.

Gloria Messina:
La Maddalena:

Ci troviamo nella cappella del crocifisso (nel secondo altare sinistro ) questo crocifisso è stato costruito da Fantoni nel 1700, ai piedi di questo crocifisso troviamo due statue di Giacomo Serpotta , la Maddalena e l ‘ Addolorata.
La Maddalena è avvolta in un ampio mantello dove la mano destra solleva all’occhio destro in atto di asciugarsi le lacrime.

Giulia Renda:
La Mansuetudine:
La mansuetudine indossa un artificioso vestito ed ha il diadema sul capo, mentre con la mano destra sostiene un agnello simbolo dell innocenza.

Mauro Ciccia e Luca Pipitone:
La Fortezza:

La Fortezza e’ invece simboleggiata da una donna ornata da corazza, elmo e lancia e con la mano sinistra tiene uno scudo;essa si presenta come una statua di fine gusto estetico alla maniera classica. L’ artista nel rapppresentarla intende certamente alludere alla lotta che l’uomo deve sostenere per rimanere uomo.

Alessandra La Bella e Giorgia Ingrao:

Statua di San Paolo:

Rappresentato alla maniera tradizionale con la spada nella destra e il libro della Sacra Bibbia nella sinistra. Per S. Paolo la parola di Dio è viva ed efficace ed è più efficace di qualunque spada a doppio taglio.

Lucrezia Anselmo e Maria Cristina Cammisa:

La Purità:

La purità è raffigurata da un signorile volto femminile avvolto ad un vestito riccamente drappeggiato con sulla mano destra una splendida colonna, simbolo del candore. Il Serpotta firmava le sue statue a Palermo con una piccola lucertola “la serpuzza”.

Emilia Lanzarone e Carla Bruno:

ALTARE

CI TROVIAMO NEL PRESBITERIO AL CENTRO L’ALTARE MAGGIORE E’ IMPREZIOSITO DA DUE SPLENDIDI PALIOTTI: RIVESTIMENTI DI STOFFA PREGIATA, RICAMATA CON FILI DI ORO E ARGENTO DALLE SUORE BENEDETTINE, NEL 1800.
IL MONASTERO, NEI 5 SECOLI DELLA SUA STORIA, NON HA CESSATO DI AFFASCINARE TANTE ANIME, DESIDEROSE DI CONSACRARSI A DIO.
LE MONACHE, FEDELI AL CARISMA DELL’ “ORA ET LABORA” VIVONO IL LORO IMPEGNO NELLA PREGHIERA E NEL LAVORO.
DURANTE LA GIORNATA LE SUORE SI DEDICANO ALLA CURA DELL’ORTO E AL LAVORO NELLE “OFFICINE DEL MONASTERO”, DOVE SI PRATICA: IL CUCITO, LA MAGLIA, IL RICAMO E IL RESTAURO DI OGGETTI SACRI.
MOLTO TEMPO FA LE SUORE ASSISTEVANO ALLA MESSA DA DIETRO LE GRATE DORATE POSTE IN ALTO, ADESSO INVECE TUTTE LE MATTINE SCENDONO IN CHIESA PER ASSISTERE ALLA SANTA MESSA.

Alessia Coraci:

Tela di San Benedetto di Pietro Novelli

Questa tela dedicata a San Benedetto da Norcia, è attribuita a Pietro Novelli , un pittore siciliano nato a Monreale nel 1603.
Il quadro raffigura san Benedetto nell’atto di distribuire la regola: in alto è rappresentata la Santissima Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo);subito sotto abbiamo gli Angeli e al centro in basso San benedetto , che distribuisce dei libri con le regole dell’Ordine Benedettino; a sinistra l’uomo con il bastone è San Placido e accanto i cavalieri dell’Alcantara, mentre a destra ci sono le suore benedettine; sul margine sinistro in basso, avvolto in un ampio mantello, c’è un autoritratto di Pietro Novelli, riconoscibile nell’uomo con la barba e i baffi.
Ad Alcamo, oltre a questo dipinto, esiste un’altra tela del Pietro Novelli, conservata nella chiesa di Sant’Oliva in Piazza Ciullo :”Le anime del Purgatorio”.




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